I DENTIFRICI: QUANTO NE SAPPIAMO?

I DENTIFRICI: QUANTO NE SAPPIAMO?

Vuoi scoprire qualche informazione in più sui dentifrici? Non riesci a trovare quello adatto a te? Questa è la guida adatta a te!

In letteratura si hanno testimonianze di dentifrici risalenti al 4000a.c, formule e rimedi successivi risalgono al tempo di Ippocrate. In epoca romana i dentifrici venivano formulati con ossa, gusci di uova e conchiglie bruciati o finemente triturati e, infine, amalgamati nel miele con un pizzico di mirra.

Al giorno d’oggi, invece, ci troviamo dinanzi a talmente tante tipologie di dentifricio che diventa quasi impossibile trovare quello adatto alle esigenze di ognuno di noi.

In questa breve guida vedremo insieme le più importanti famiglie di dentifrici, raggruppate a seconda della loro specifica funzione.

Prima di tutto, però, è necessario sapere cos’è l’RDA o “coefficiente di abrasività dentinale”, importante per la scelta attenta e consapevole di un qualsiasi dentifricio. Questo valore indica la capacità del prodotto di abradere il tessuto dentale e proprio per questo, affinché il tessuto dentario rimanga illeso, è importante preferire un dentifricio con un basso valore di RDA.

I dentifrici si possono racchiudere in sei grandi famiglie:

Remineralizzanti: in grado di ripristinare la salute dei tessuti indeboliti dai continui attacchi acidi che i denti subiscono nel corso della giornata. Contengono solitamente fluoruro di sodio, fluoruro amminico e cloruro di sodio;

Desensibilizzanti: per “desensibilizzante” si intende la capacità che un prodotto dimostra nel diminuire o abolire il sintomo algico, derivato da uno stimolo fisico o chimico (caldo, freddo, acido, ecc.). Questi dentifrici contengono solitamente nitrato di potassio, fluoruri amminici, cloruro di potassio e cloruro di stronzio;

Antitartaro: manifestano la capacità di rallentare o diminuire drasticamente la formazione di tartaro, senza eliminare quello già esistente, mediante l’inibizione competitiva dello ione fosfato e della precipitazione del calcio (componenti del tartaro);

Antinfiammatori: contengono additivi antimicrobici per supportare il trattamento domiciliare di pazienti con gengiviti o parodontiti. Contengono clorexidina, triclosan, fluoruro amminico e oli essenziali per coprire i sapori sgradevoli e donare freschezza;

Sbiancanti: grazie al loro elevato RDA riescono a rimuovere i pigmenti causati da cibo, fumo o caffè. Tuttavia non hanno un vero e proprio effetto sbiancante. Il loro utilizzo deve essere limitato ad una volta alla settimana per evitare di provocare abrasioni ai tessuti dentari;

Antialitosi: il 25% della popolazione soffre di alitosi: i batteri del cavo orale si nutrono di materiale organico producendo composti volatili dello zolfo, maleodoranti. Il 60% di questi batteri si trova sulla lingua. Il controllo dell’alitosi nei dentifrici è dato dall’associazione di fluoruro amminico e stannoso che inibiscono i batteri ed oli essenziali per migliorare marginalmente l’odore;

Omeopatici e naturali: contengono principi attivi di derivazione vegetale, oli essenziali come la maleuca, menta piperita e mentolo (antisettico naturale), clorofilla, aloe vera e propoli.

Questi dentifrici hanno un RDA basso, possono essere privi di fluoro e sfruttano i benefici naturali dati dalle piante e dagli oli.

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