Esiste il paziente perfetto?

Esiste il paziente perfetto?

paziente perfettoUn bravo dentista riesce a percepire se il suo paziente è annoiato già da come varca la porta dello studio: sguardo basso, senza sorriso e magari appena si siede incrocia gambe e braccia; tutti segni evidenti di chiusura causati quasi sempre dall’attesa.

Quando il paziente è particolarmente agitato attendiamo a fargli vedere il kit di sterilizzazione in special modo in prima visita per poi non sentirsi dire: “Ma tutta quella roba è per me?”.

Cerchiamo di spiegare l’utilizzo di ogni singolo strumento in modo da abbassare il livello di stress del soggetto.

Qual’è il paziente perfetto se esiste? Chi quando arriva in studio dice subito: “dottore ho una paura folle” sarà un paziente impeccabile, perché  si è messo nella condizione di chiedere aiuto.

La persona che ha paura e la nasconde si riconosce subito: non si siede, parla velocemente delle sue esperienze negative mantiene la distanza, e quando è in poltrona non appoggia nemmeno la schiena e il piede è rivolto verso la porta, si allarga la guancia e dice: “guardi questo è il dente che mi fa male”.

Quando chiediamo a qualcuno come sta e lui ci risponde “Bene”, se la risposta è vera tutto il corpo dovrà riflettere lo stato di benessere; l’espressione del volto dovrà essere vivace,la voce forte e chiara e la postura ben centrata. Se i gesti sono incongruenti con la postura, potremmo invece pensare che non si tratta della risposta esatta, che l’altra persona non vuole farci intendere.

Tutti ci tocchiamo il viso durante una conversazione,ma il modo e il numero delle volte in cui lo facciamo aumenta in misura notevolissima quando tentiamo di ingannare. I bugiardi tendono a sfregare il mento,grattarsi un sopracciglio,toccarsi il naso,coprirsi involontariamente la bocca, che sono azioni spesso associate a un momento di stress.

A volte i pensieri di un individuo non corrispondono alla sua calma esteriore e determinati gesti possono rivelare,suo malgrado, questa contraddizione.

Presta attenzione alle parole dell’odontoiatra e, allo stesso momento, presta attenzione anche alla sua gestualità.

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